martedì 26 agosto 2008
domenica 15 giugno 2008
E' tempo di svoltare!
Gli arenesi sono sempre stati più coesi di noi...
Ad Acquaro si stanno muovendo sempre meglio, tant'è che organizzano fin da ora una festa per gli emigrati che ha preso il via sul sito...
Perchè noi non riusciamo a fare qualcosa tutti insieme?
VERAMENTE TUTTI INSIEME!
L'idea è folle:
una giornata, una sola, in cui riunirsi per incontrarsi, parlare, confrontarsi, bere, mangiare scherzare e far baldoria!
Senza bandiere e senza divisioni.
Ce la faremo per una sola volta?!?
Una sola volta...
e magari potrà fare da fondamento per qualcosa di nuovo...
UNITED WE STAND,
DIVIDED WE FALL.
(provocatoriamente questo messaggio verrà postato in tutti i siti e forum di dasaesi!)
sabato 14 giugno 2008
linkato nuovo sito...
Vabbè che un volta c'era del sano odio campanilistico tra Dasà ed Acquaro, ma i tempi cambiano... o no?
Nell'elenco dei link ho aggiunto il sito su Acquaro messo online dal mio caro amico Domenico.
E' veramente ben fatto ed il gustbook è molto frequentato.
Ah, per chi non se ne fosse accorto esiste un link anche a Trivuli e Godiani, sito su Arena.
Visitateli e commentate...
Approfitto anche di questo post per dare un piccolo sprone agli autori ed ai pochi frequentatori: datemi qualche idea su cosa scrivere, perchè qui le idee al momento scarseggiano!
sabato 7 giugno 2008
www.associazioneculturaledasaese.it
Ho deciso di dare un pò di spazio al nuovo sito dell'associazione culturale dasaese, quindi ho chiesto al caro amico Peppi Giogà di mandarmi qualche riga come presentazione.
Riporto per intero e senza apportare cambiamenti...
L’Associazione Culturale Dasaese nasce nel 1983 ad opera di un gruppo di cittadini uniti da valori profondi di amicizia, collaborazione ed amore per il proprio paese e tradizioni.
Lo scopo dell'Associazione è quello di svolgere un'opera di sensibilizzazione verso la comunità per preservare, valorizzare, tramandare e divulgare il patrimonio storico ed artistico del paese. Mira inoltre a rivitalizzare la cultura e le tradizioni dasaesi, consapevole del fatto che la riscoperta e lo studio delle costumanze locali serva a meglio conoscere il presente e ad affrontare con maggiore esperienza e ponderata saggezza l’avvenire. E tutto questo perché crediamo di dover offrire quello che a nostra volta abbiamo ricevuto.
Esortiamo con i mezzi a nostra disposizione ad una rivalutazione di molte idee e concetti da sempre pigramente accettati e facciamo appello alla vostra ragione affinché accetti di essere rimessa in discussione in nome di una costruttiva collaborazione, dell'assenza di pregiudizi e della volontà di progredire.
Il nostro invito è di evitare la passività ed il disinteresse e di abbracciare attivamente un'azione concreta per la salvaguardia del patrimonio storico ed artistico dasaese e per sperare in un destino migliore, operando assiduamente per la valorizzazione e lo sviluppo del nostro territorio.
Questo sito nasce con l’intento di diventare un luogo di incontro per tutti coloro, emigranti compresi, che attraverso internet vogliano sentirsi partecipi della vita e delle tradizioni dasaesi. Tra le altre cose ci impegniamo a fornire informazioni sempre aggiornate riguardanti le attività promosse ed organizzate dall’Associazione ed offrire un archivio di immagini e filmati di luoghi ed eventi caratteristici oltre che di canti tradizionali dasaesi.
Ulteriore scopo del sito, al di là di un mero contenuto informativo, è quello di essere uno spazio di discussione e di riflessione per coloro che intendano contribuire allo sviluppo del territorio ed al miglioramento delle attività dell’Associazione. Vi invitiamo pertanto ad esprimere le vostre proposte, conoscenze e suggerimenti all'interno del forum.
martedì 20 maggio 2008
Un'altra "bella figura"
Un'altra ferita profonda inferta al già agonizzante Dasà!
C'è ne abbastanza per indignarsi...
non con i giornalisti, che fanno il loro "sporco" lavoro, ma con chi apre la bocca per far entrare aria dove DOVREBBE trovarsi il cervello.
Ma che campa a fare certa gente?
RAPHAËL ZANOTTI
INVIATO A DASÀ (VIBO VALENTIA)
Gli abitanti del paese di Dasà, una manciata di case immerse nella fitta vegetazione della provincia di Vibo Valentia, possono contare su poche cose: le pietre del vecchio mulino, il ricordo del cinema chiuso trent’anni fa e la speranza, un giorno, di diventare bidelli. È il sogno di un paese e coronarlo non è impossibile. Basta avere un concittadino assunto all’ufficio scolastico di qualche grande metropoli, per esempio Torino, fornire una lista di nominativi e il gioco è fatto. Negli ultimi anni, da Dasà, sono partite decine di famiglie alla volta dell’hinterland torinese. Il paese si è spopolato. Interi edifici sono vuoti. Le vie sono un carosello di saracinesche abbassate e trovare un artigiano è diventato un problema.
«Saranno partite settanta famiglie - dice un vecchio in paese -. Tutti al nord, a Torino. Ma ora torneranno, vedrà. Uh, se torneranno». E poi bisbigliando: «Hanno fatto un truffa». La storia della truffa, da queste parti, la conoscono tutti. Fino a qualche tempo fa sembrava calata la manna, sul paese di Dasà. I capifamiglia venivano chiamati a ripetizione dall’Ufficio scolastico di Torino. Interi nuclei si trasferivano, bambini al seguito. Vicini e parenti aiutavano a fare armi e bagagli e poi via, emigranti al nord, verso un posto sicuro. Poi, qualcuno si è accorto che c’era qualcosa che non andava. Quei nomi, inseriti irregolarmente nella graduatoria del personale Ata, in teoria bloccata dal 2001, sono cominciati a saltare fuori. La procura ha aperto un’inchiesta, e sono iniziati a fioccare i depennamenti.
Ora, su 1269 abitanti chi non ha un fratello, un cugino, anche solo un vicino di casa che ne è rimasto invischiato? «Bidellopoli, l’hanno chiamata» spiega Pietro Sorace, corporatura minuta e spirito animoso. Pietro gioca a carte in uno dei tre bar semideserti del paese. La campana della chiesa batte le tre e mezza del pomeriggio. «Qui in Calabria è così, si sa - continua Pietro -. Io sono iscritto all’ufficio di collocamento, categoria protetta. Aspetto una chiamata da 15 anni. Nel frattempo mi sono visto passare davanti persone iscritte nella categoria regolare, gente che aveva punteggi inferiori, amici degli amici». Solo qualche tempo fa, in Provincia, era esploso un altro scandalo: decine di persone assunte senza concorso.
A giocare con Pietro c’è Nicola, un 30enne disoccupato: «Mio fratello l’hanno preso, come bidello. Ma lui ormai è assunto, mica lo depennano più. Comunque ha fatto bene, qui non si lavora. Se mi avessero dato la garanzia di un posto fisso, avrei anche pagato: 15-20 mila euro». E intanto il paese si spopola. Giuseppe Iacone è l’ultimo calzolaio rimasto nel circondario. Se qualcuno ha scarpe da riparare, tra Dasà, Arena, Arquaro e Dinami, deve venire da lui. Non c’è lavoro nemmeno per me. Una volta ero bidello e allora...». Ma come, pure lei? «Sì, sì, cinque anni. Con le supplenze. Poi, per rimanere, mi hanno chiesto di dare parte dello stipendio. Ho fatto il segno dell’ombrello e sono tornato al paese». Iacone abita dalle parti di via Verdi. Intorno alla sua abitazione - racconta - ormai c’è almeno una decina di case abbandonate.
Le persiane sono sprangate e a scorrere la lista dei depennati si capisce il perché: decine di nomi provengono da Dasà, Arena, Gerocarne, Soriano, Sorianello, Arquaro. Le famiglie hanno nomi che qui conoscono tutti: i Covalea, i Panetta, gli Zappone, i Bono, i Lavorato, i Minà... Qualcuno faceva il carrozziere, qualcun altro il muratore, il padroncino. C’è persino un grosso proprietario terriero, titolare di un oleificio e di frantoi. Oggi la tenuta è deserta. La falegnameria, all’inizio del paese, è chiusa. «E dire che quelli sì che sapevano lavorare» dice un paesano. Tra i depennati, addirittura un intero nucleo familiare: padre, madre e due figli.
La manna, per Dasà, ha un nome e cognome. È un compaesano che qualche anno addietro è partito dal paese e dopo aver avuto qualche guaio con la giustizia in Francia, è stato assunto al provveditorato di Torino, dove ha lavorato per sette anni, diventando una specie di ufficio di collocamento per i conterranei. In paese si dice che ha preso dei soldi, ma lui ha sempre smentito: «Solo buon cuore, ho aiutato chi era in difficoltà». I maligni sostengono che però, un ritorno elettorale, c’è stato. .
Nessuno si è mai preoccupato che la cosa potesse venire a galla. Il primo dirigente del provveditorato di Torino è di queste parti. Ma non è lo stesso che ha depennato i nomi? «Noi sappiamo che a un certo punto c’è stato un problema: nelle graduatorie famiglie che erano state prese dopo avevano avuto punteggi maggiori. C’è stato un litigio».
Il sogno di diventare bidelli si è infranto. Però molti rimarranno a Torino: chissà che non si riaprano le graduatorie. Scope e grembiuli sono sempre a portata di mano, nello sgabuzzino. E nel paese vuoto, a Dasà, ormai è sempre più difficile tornare.
lunedì 12 maggio 2008
Che Schif.....ani!!!!!
Cioè se ciò che scrive e dice sul conto di Schifani è vero capite chi è il Presidente del senato?E' la seconda carica dello Stato.....mah,veramente faccio fatica a dimostrare il mio disgusto.Weltroni si presentava come la novità della politica ma si è rivelato come il miglior nemco di Berlusconi,siamo in pieno inciucio all'italiana.Faccio fatica a capire la differenza tra maggioranza e opposizione.Che amarezza....
mercoledì 30 aprile 2008
NOVITA'!
Dopo molti anni riprende la scalata alle categorie nobili della LND.
FORZA DASA'
Aggiornato 12/05
La gloriosa S.S. Dasà approda alla finale dei play-off per la promozione in seconda categoria!
Il passaggio in seconda ce lo giochiamo contro l' A.W. Pizzo...
Mi raccomando con chi può essere a Dasà nelle prossime due domeniche... andate a sostenere la nostra squadra!
FORZA DASA'
martedì 29 aprile 2008
GIUSTO PER UN RIPASSO!
Per quanti hanno bisogno di un piccolo ripasso della carta costituzionale... il web vi viene in aiuto, la fonte è www.quirinale.it
Ecco alcuni articoli, interi e in parte dei principi fondamentali che personalmente ritengo importanti.
Buona lettura!
La Costituzione della Repubblica Italiana
PRINCIPI FONDAMENTALI
Art. 1.
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Art. 2.
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. [...]
Art. 7.
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. [...]
Art. 11.
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
martedì 22 aprile 2008
che fine ha fatto lo scopo del blog?
Se la vostra risposta è "SI" continuate a parlare di politica nazionale di Berlusconi e di altre stronzate simili. State diventando noiosi.
Se la vostra risposta è "NO" ricominciate a parlare del nostro comune, dei Dasaesi o anche di politica o risultati elettorali a Dasà.
Solo così si ridà vitalità al blog.
