So che sembrerá il solito intervento retorico per dare contro qualcuno, ma, stavolta non sará cosí.
Dalle poche e frammentarie notizie che riesco a raccimolare su internet con origine Dasá, i paesi vicini mi sembra di capire che tutta tutta la privincia, se non la regione, sta subendo fortissimi danni provocati dalla troppa pioggia.
Forse la Calabria sta per stacarsi fisicamente dal resto d'italia?
No, perché tanto giá le comunicazioni ferroviarie ed autostradali stanno giá andando a farsi benedire...
Il dissesto idrogeologico si é fatto cosí forte che una cosa che prima consideravamo preziosa piú dell'oro, intendo l'acqua ovviamente, ora sta causando solo danni a catena.
C'é da mettersi a pensare su questa cosa... perché come sempre dietro ogni situazione problematica c'é la mano dell'uomo a provocarla.
Quando sono tornato a casa a Natale ho trovato davanti alla porta di casa mia un dito di fango, che non é mai stato pulito da nessuno.
Se ne é andato come era arrivato, con la pioggia!
Peró la pioggia l'ha fatto scendere da "maguli", da dove prima era trattenuto da un fitto bosco di ulivi e dove ora non c'é nulla... neanche erba!
Forse questo vuol dire che gli alberi non dovrebbero essere tagliati a casaccio?
A voi la risposta
mercoledì 11 febbraio 2009
venerdì 16 gennaio 2009
martedì 18 novembre 2008
NON HA VERGOGNA!!!
Se esiste ancora qualcuno che insiste sul fatto Berlusconi non è completamente deficente, questo post tenterá di fargli cambiare idea...
Io mi domando come faccia il cervello dell'ignobile nano a generare una quantitá cosí vasta di idee malsane, bizzarre ed assolutamente fuoriluogo in occasioni ufficiali!
L'elenco è lungo ed ogni giorno qualcosa va a confluire in questo elenco; farne la lista è quasi impossibile per due motivi: risulterebbe troppo lunga e mi metterebbe a disagio richiamare alla mente le tante figuraccie che l'Italia ha subíto a causa del cavaliere.
Voglio ricordare solo le più eclatanti:
NON C'È NESSUNO CHE PUÒ DIRE A QUESTO VECCHIO DEFICENTE CHE È ORA DI FINIRLA CON GLI SCHERZI CRETINI?
Se c'è qualcuno solidale con "noi" che la pensiamo così questo sito può interessarvi: http://www.notspeakinginmyname.com/
See ya
Io mi domando come faccia il cervello dell'ignobile nano a generare una quantitá cosí vasta di idee malsane, bizzarre ed assolutamente fuoriluogo in occasioni ufficiali!
L'elenco è lungo ed ogni giorno qualcosa va a confluire in questo elenco; farne la lista è quasi impossibile per due motivi: risulterebbe troppo lunga e mi metterebbe a disagio richiamare alla mente le tante figuraccie che l'Italia ha subíto a causa del cavaliere.
Voglio ricordare solo le più eclatanti:
- l'alterco con il delegato all'UE tedesco, Schultz, con battuta finale sui kapó dei campi di concentramento nazisti.
- le corna fatte al ministro degli esteri francese durante una foto ufficiale in occasione di un summit europeo
- l'invito a sposare un giovane bello e ricco, come il figlio, per avere un futuro garantito rivolta ad una studentessa in TV
- il gesto del mitra verso una giornalista russa che aveva fatto una domanda "scomoda" a Putin (come se in russi i giornalisti non li fanno fuori come mosche realmente)
- la battuta su Obama, due giorni dopo la sua elezione, che conteneva un bell'insulto razziale neanche tanto velato
NON C'È NESSUNO CHE PUÒ DIRE A QUESTO VECCHIO DEFICENTE CHE È ORA DI FINIRLA CON GLI SCHERZI CRETINI?
Se c'è qualcuno solidale con "noi" che la pensiamo così questo sito può interessarvi: http://www.notspeakinginmyname.com/
See ya
venerdì 17 ottobre 2008
Fu blog
Dichiaro ufficialmente morto il blog!
Nonostante le cure ricevute ha smesso di essere frequentato dai suoi pochi amici!!!
Presto la decisione se chiuderlo o meno...
adios
Nonostante le cure ricevute ha smesso di essere frequentato dai suoi pochi amici!!!
Presto la decisione se chiuderlo o meno...
adios
martedì 26 agosto 2008
domenica 15 giugno 2008
E' tempo di svoltare!
Ho appena realizzato che per non essere sempre l'ultima ruota del carro bisogna rimboccarsi le maniche e da darsi da fare...
Gli arenesi sono sempre stati più coesi di noi...
Ad Acquaro si stanno muovendo sempre meglio, tant'è che organizzano fin da ora una festa per gli emigrati che ha preso il via sul sito...
Perchè noi non riusciamo a fare qualcosa tutti insieme?
VERAMENTE TUTTI INSIEME!
L'idea è folle:
una giornata, una sola, in cui riunirsi per incontrarsi, parlare, confrontarsi, bere, mangiare scherzare e far baldoria!
Senza bandiere e senza divisioni.
Ce la faremo per una sola volta?!?
Una sola volta...
e magari potrà fare da fondamento per qualcosa di nuovo...
UNITED WE STAND,
DIVIDED WE FALL.
(provocatoriamente questo messaggio verrà postato in tutti i siti e forum di dasaesi!)
Gli arenesi sono sempre stati più coesi di noi...
Ad Acquaro si stanno muovendo sempre meglio, tant'è che organizzano fin da ora una festa per gli emigrati che ha preso il via sul sito...
Perchè noi non riusciamo a fare qualcosa tutti insieme?
VERAMENTE TUTTI INSIEME!
L'idea è folle:
una giornata, una sola, in cui riunirsi per incontrarsi, parlare, confrontarsi, bere, mangiare scherzare e far baldoria!
Senza bandiere e senza divisioni.
Ce la faremo per una sola volta?!?
Una sola volta...
e magari potrà fare da fondamento per qualcosa di nuovo...
UNITED WE STAND,
DIVIDED WE FALL.
(provocatoriamente questo messaggio verrà postato in tutti i siti e forum di dasaesi!)
sabato 14 giugno 2008
linkato nuovo sito...
Se diamo spazio ai siti nostrani perchè non farlo anche con i "vicini di casa".
Vabbè che un volta c'era del sano odio campanilistico tra Dasà ed Acquaro, ma i tempi cambiano... o no?
Nell'elenco dei link ho aggiunto il sito su Acquaro messo online dal mio caro amico Domenico.
E' veramente ben fatto ed il gustbook è molto frequentato.
Ah, per chi non se ne fosse accorto esiste un link anche a Trivuli e Godiani, sito su Arena.
Visitateli e commentate...
Approfitto anche di questo post per dare un piccolo sprone agli autori ed ai pochi frequentatori: datemi qualche idea su cosa scrivere, perchè qui le idee al momento scarseggiano!
Vabbè che un volta c'era del sano odio campanilistico tra Dasà ed Acquaro, ma i tempi cambiano... o no?
Nell'elenco dei link ho aggiunto il sito su Acquaro messo online dal mio caro amico Domenico.
E' veramente ben fatto ed il gustbook è molto frequentato.
Ah, per chi non se ne fosse accorto esiste un link anche a Trivuli e Godiani, sito su Arena.
Visitateli e commentate...
Approfitto anche di questo post per dare un piccolo sprone agli autori ed ai pochi frequentatori: datemi qualche idea su cosa scrivere, perchè qui le idee al momento scarseggiano!
sabato 7 giugno 2008
www.associazioneculturaledasaese.it
Ho deciso di dare un pò di spazio al nuovo sito dell'associazione culturale dasaese, quindi ho chiesto al caro amico Peppi Giogà di mandarmi qualche riga come presentazione.
Riporto per intero e senza apportare cambiamenti...
L’Associazione Culturale Dasaese nasce nel 1983 ad opera di un gruppo di cittadini uniti da valori profondi di amicizia, collaborazione ed amore per il proprio paese e tradizioni.
Lo scopo dell'Associazione è quello di svolgere un'opera di sensibilizzazione verso la comunità per preservare, valorizzare, tramandare e divulgare il patrimonio storico ed artistico del paese. Mira inoltre a rivitalizzare la cultura e le tradizioni dasaesi, consapevole del fatto che la riscoperta e lo studio delle costumanze locali serva a meglio conoscere il presente e ad affrontare con maggiore esperienza e ponderata saggezza l’avvenire. E tutto questo perché crediamo di dover offrire quello che a nostra volta abbiamo ricevuto.
Esortiamo con i mezzi a nostra disposizione ad una rivalutazione di molte idee e concetti da sempre pigramente accettati e facciamo appello alla vostra ragione affinché accetti di essere rimessa in discussione in nome di una costruttiva collaborazione, dell'assenza di pregiudizi e della volontà di progredire.
Il nostro invito è di evitare la passività ed il disinteresse e di abbracciare attivamente un'azione concreta per la salvaguardia del patrimonio storico ed artistico dasaese e per sperare in un destino migliore, operando assiduamente per la valorizzazione e lo sviluppo del nostro territorio.
Questo sito nasce con l’intento di diventare un luogo di incontro per tutti coloro, emigranti compresi, che attraverso internet vogliano sentirsi partecipi della vita e delle tradizioni dasaesi. Tra le altre cose ci impegniamo a fornire informazioni sempre aggiornate riguardanti le attività promosse ed organizzate dall’Associazione ed offrire un archivio di immagini e filmati di luoghi ed eventi caratteristici oltre che di canti tradizionali dasaesi.
Ulteriore scopo del sito, al di là di un mero contenuto informativo, è quello di essere uno spazio di discussione e di riflessione per coloro che intendano contribuire allo sviluppo del territorio ed al miglioramento delle attività dell’Associazione. Vi invitiamo pertanto ad esprimere le vostre proposte, conoscenze e suggerimenti all'interno del forum.
martedì 20 maggio 2008
Un'altra "bella figura"
Ecco come far conoscere il nostro amato paese in Italia.
Un'altra ferita profonda inferta al già agonizzante Dasà!
C'è ne abbastanza per indignarsi...
non con i giornalisti, che fanno il loro "sporco" lavoro, ma con chi apre la bocca per far entrare aria dove DOVREBBE trovarsi il cervello.
Ma che campa a fare certa gente?
Un'altra ferita profonda inferta al già agonizzante Dasà!
C'è ne abbastanza per indignarsi...
non con i giornalisti, che fanno il loro "sporco" lavoro, ma con chi apre la bocca per far entrare aria dove DOVREBBE trovarsi il cervello.
Ma che campa a fare certa gente?
(Fonte: lastampa.it del 16 maggio 2008)
RAPHAËL ZANOTTI
INVIATO A DASÀ (VIBO VALENTIA)
Gli abitanti del paese di Dasà, una manciata di case immerse nella fitta vegetazione della provincia di Vibo Valentia, possono contare su poche cose: le pietre del vecchio mulino, il ricordo del cinema chiuso trent’anni fa e la speranza, un giorno, di diventare bidelli. È il sogno di un paese e coronarlo non è impossibile. Basta avere un concittadino assunto all’ufficio scolastico di qualche grande metropoli, per esempio Torino, fornire una lista di nominativi e il gioco è fatto. Negli ultimi anni, da Dasà, sono partite decine di famiglie alla volta dell’hinterland torinese. Il paese si è spopolato. Interi edifici sono vuoti. Le vie sono un carosello di saracinesche abbassate e trovare un artigiano è diventato un problema.
«Saranno partite settanta famiglie - dice un vecchio in paese -. Tutti al nord, a Torino. Ma ora torneranno, vedrà. Uh, se torneranno». E poi bisbigliando: «Hanno fatto un truffa». La storia della truffa, da queste parti, la conoscono tutti. Fino a qualche tempo fa sembrava calata la manna, sul paese di Dasà. I capifamiglia venivano chiamati a ripetizione dall’Ufficio scolastico di Torino. Interi nuclei si trasferivano, bambini al seguito. Vicini e parenti aiutavano a fare armi e bagagli e poi via, emigranti al nord, verso un posto sicuro. Poi, qualcuno si è accorto che c’era qualcosa che non andava. Quei nomi, inseriti irregolarmente nella graduatoria del personale Ata, in teoria bloccata dal 2001, sono cominciati a saltare fuori. La procura ha aperto un’inchiesta, e sono iniziati a fioccare i depennamenti.
Ora, su 1269 abitanti chi non ha un fratello, un cugino, anche solo un vicino di casa che ne è rimasto invischiato? «Bidellopoli, l’hanno chiamata» spiega Pietro Sorace, corporatura minuta e spirito animoso. Pietro gioca a carte in uno dei tre bar semideserti del paese. La campana della chiesa batte le tre e mezza del pomeriggio. «Qui in Calabria è così, si sa - continua Pietro -. Io sono iscritto all’ufficio di collocamento, categoria protetta. Aspetto una chiamata da 15 anni. Nel frattempo mi sono visto passare davanti persone iscritte nella categoria regolare, gente che aveva punteggi inferiori, amici degli amici». Solo qualche tempo fa, in Provincia, era esploso un altro scandalo: decine di persone assunte senza concorso.
A giocare con Pietro c’è Nicola, un 30enne disoccupato: «Mio fratello l’hanno preso, come bidello. Ma lui ormai è assunto, mica lo depennano più. Comunque ha fatto bene, qui non si lavora. Se mi avessero dato la garanzia di un posto fisso, avrei anche pagato: 15-20 mila euro». E intanto il paese si spopola. Giuseppe Iacone è l’ultimo calzolaio rimasto nel circondario. Se qualcuno ha scarpe da riparare, tra Dasà, Arena, Arquaro e Dinami, deve venire da lui. Non c’è lavoro nemmeno per me. Una volta ero bidello e allora...». Ma come, pure lei? «Sì, sì, cinque anni. Con le supplenze. Poi, per rimanere, mi hanno chiesto di dare parte dello stipendio. Ho fatto il segno dell’ombrello e sono tornato al paese». Iacone abita dalle parti di via Verdi. Intorno alla sua abitazione - racconta - ormai c’è almeno una decina di case abbandonate.
Le persiane sono sprangate e a scorrere la lista dei depennati si capisce il perché: decine di nomi provengono da Dasà, Arena, Gerocarne, Soriano, Sorianello, Arquaro. Le famiglie hanno nomi che qui conoscono tutti: i Covalea, i Panetta, gli Zappone, i Bono, i Lavorato, i Minà... Qualcuno faceva il carrozziere, qualcun altro il muratore, il padroncino. C’è persino un grosso proprietario terriero, titolare di un oleificio e di frantoi. Oggi la tenuta è deserta. La falegnameria, all’inizio del paese, è chiusa. «E dire che quelli sì che sapevano lavorare» dice un paesano. Tra i depennati, addirittura un intero nucleo familiare: padre, madre e due figli.
La manna, per Dasà, ha un nome e cognome. È un compaesano che qualche anno addietro è partito dal paese e dopo aver avuto qualche guaio con la giustizia in Francia, è stato assunto al provveditorato di Torino, dove ha lavorato per sette anni, diventando una specie di ufficio di collocamento per i conterranei. In paese si dice che ha preso dei soldi, ma lui ha sempre smentito: «Solo buon cuore, ho aiutato chi era in difficoltà». I maligni sostengono che però, un ritorno elettorale, c’è stato. .
Nessuno si è mai preoccupato che la cosa potesse venire a galla. Il primo dirigente del provveditorato di Torino è di queste parti. Ma non è lo stesso che ha depennato i nomi? «Noi sappiamo che a un certo punto c’è stato un problema: nelle graduatorie famiglie che erano state prese dopo avevano avuto punteggi maggiori. C’è stato un litigio».
Il sogno di diventare bidelli si è infranto. Però molti rimarranno a Torino: chissà che non si riaprano le graduatorie. Scope e grembiuli sono sempre a portata di mano, nello sgabuzzino. E nel paese vuoto, a Dasà, ormai è sempre più difficile tornare.
RAPHAËL ZANOTTI
INVIATO A DASÀ (VIBO VALENTIA)
Gli abitanti del paese di Dasà, una manciata di case immerse nella fitta vegetazione della provincia di Vibo Valentia, possono contare su poche cose: le pietre del vecchio mulino, il ricordo del cinema chiuso trent’anni fa e la speranza, un giorno, di diventare bidelli. È il sogno di un paese e coronarlo non è impossibile. Basta avere un concittadino assunto all’ufficio scolastico di qualche grande metropoli, per esempio Torino, fornire una lista di nominativi e il gioco è fatto. Negli ultimi anni, da Dasà, sono partite decine di famiglie alla volta dell’hinterland torinese. Il paese si è spopolato. Interi edifici sono vuoti. Le vie sono un carosello di saracinesche abbassate e trovare un artigiano è diventato un problema.
«Saranno partite settanta famiglie - dice un vecchio in paese -. Tutti al nord, a Torino. Ma ora torneranno, vedrà. Uh, se torneranno». E poi bisbigliando: «Hanno fatto un truffa». La storia della truffa, da queste parti, la conoscono tutti. Fino a qualche tempo fa sembrava calata la manna, sul paese di Dasà. I capifamiglia venivano chiamati a ripetizione dall’Ufficio scolastico di Torino. Interi nuclei si trasferivano, bambini al seguito. Vicini e parenti aiutavano a fare armi e bagagli e poi via, emigranti al nord, verso un posto sicuro. Poi, qualcuno si è accorto che c’era qualcosa che non andava. Quei nomi, inseriti irregolarmente nella graduatoria del personale Ata, in teoria bloccata dal 2001, sono cominciati a saltare fuori. La procura ha aperto un’inchiesta, e sono iniziati a fioccare i depennamenti.
Ora, su 1269 abitanti chi non ha un fratello, un cugino, anche solo un vicino di casa che ne è rimasto invischiato? «Bidellopoli, l’hanno chiamata» spiega Pietro Sorace, corporatura minuta e spirito animoso. Pietro gioca a carte in uno dei tre bar semideserti del paese. La campana della chiesa batte le tre e mezza del pomeriggio. «Qui in Calabria è così, si sa - continua Pietro -. Io sono iscritto all’ufficio di collocamento, categoria protetta. Aspetto una chiamata da 15 anni. Nel frattempo mi sono visto passare davanti persone iscritte nella categoria regolare, gente che aveva punteggi inferiori, amici degli amici». Solo qualche tempo fa, in Provincia, era esploso un altro scandalo: decine di persone assunte senza concorso.
A giocare con Pietro c’è Nicola, un 30enne disoccupato: «Mio fratello l’hanno preso, come bidello. Ma lui ormai è assunto, mica lo depennano più. Comunque ha fatto bene, qui non si lavora. Se mi avessero dato la garanzia di un posto fisso, avrei anche pagato: 15-20 mila euro». E intanto il paese si spopola. Giuseppe Iacone è l’ultimo calzolaio rimasto nel circondario. Se qualcuno ha scarpe da riparare, tra Dasà, Arena, Arquaro e Dinami, deve venire da lui. Non c’è lavoro nemmeno per me. Una volta ero bidello e allora...». Ma come, pure lei? «Sì, sì, cinque anni. Con le supplenze. Poi, per rimanere, mi hanno chiesto di dare parte dello stipendio. Ho fatto il segno dell’ombrello e sono tornato al paese». Iacone abita dalle parti di via Verdi. Intorno alla sua abitazione - racconta - ormai c’è almeno una decina di case abbandonate.
Le persiane sono sprangate e a scorrere la lista dei depennati si capisce il perché: decine di nomi provengono da Dasà, Arena, Gerocarne, Soriano, Sorianello, Arquaro. Le famiglie hanno nomi che qui conoscono tutti: i Covalea, i Panetta, gli Zappone, i Bono, i Lavorato, i Minà... Qualcuno faceva il carrozziere, qualcun altro il muratore, il padroncino. C’è persino un grosso proprietario terriero, titolare di un oleificio e di frantoi. Oggi la tenuta è deserta. La falegnameria, all’inizio del paese, è chiusa. «E dire che quelli sì che sapevano lavorare» dice un paesano. Tra i depennati, addirittura un intero nucleo familiare: padre, madre e due figli.
La manna, per Dasà, ha un nome e cognome. È un compaesano che qualche anno addietro è partito dal paese e dopo aver avuto qualche guaio con la giustizia in Francia, è stato assunto al provveditorato di Torino, dove ha lavorato per sette anni, diventando una specie di ufficio di collocamento per i conterranei. In paese si dice che ha preso dei soldi, ma lui ha sempre smentito: «Solo buon cuore, ho aiutato chi era in difficoltà». I maligni sostengono che però, un ritorno elettorale, c’è stato. .
Nessuno si è mai preoccupato che la cosa potesse venire a galla. Il primo dirigente del provveditorato di Torino è di queste parti. Ma non è lo stesso che ha depennato i nomi? «Noi sappiamo che a un certo punto c’è stato un problema: nelle graduatorie famiglie che erano state prese dopo avevano avuto punteggi maggiori. C’è stato un litigio».
Il sogno di diventare bidelli si è infranto. Però molti rimarranno a Torino: chissà che non si riaprano le graduatorie. Scope e grembiuli sono sempre a portata di mano, nello sgabuzzino. E nel paese vuoto, a Dasà, ormai è sempre più difficile tornare.
lunedì 12 maggio 2008
Che Schif.....ani!!!!!
Provo un grande senso di vergogna.In un paese normale,fatta da gente normale all'indomani delle dichiarazioni di Travaglio su Schifani come minimo ci sarebbe stata una rivoluzione.E invece in Italia cosa succede?Niente.Capite che nn è successo niente?Non si sono nennemo indignati un pò,anzi Travaglio è stato querelato.E la difesa a Schifani si è alzata da ambo le parti...che schifo.Sicuramente ora epureranno Santoro e il regime è tornato.Oggi la dittatura si fa con il controllo dei mass media,sono finitii tempi delle armi e delle marce su roma.Quindi oggi piu che mai bisogna resistere e (opinione personalissima) dimostrare la massima solidarietà a Travaglio.
Cioè se ciò che scrive e dice sul conto di Schifani è vero capite chi è il Presidente del senato?E' la seconda carica dello Stato.....mah,veramente faccio fatica a dimostrare il mio disgusto.Weltroni si presentava come la novità della politica ma si è rivelato come il miglior nemco di Berlusconi,siamo in pieno inciucio all'italiana.Faccio fatica a capire la differenza tra maggioranza e opposizione.Che amarezza....
Cioè se ciò che scrive e dice sul conto di Schifani è vero capite chi è il Presidente del senato?E' la seconda carica dello Stato.....mah,veramente faccio fatica a dimostrare il mio disgusto.Weltroni si presentava come la novità della politica ma si è rivelato come il miglior nemco di Berlusconi,siamo in pieno inciucio all'italiana.Faccio fatica a capire la differenza tra maggioranza e opposizione.Che amarezza....
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